Sull’arte dei nostri tempi

Posted in Uncategorized on febbraio 23, 2014 by serezhakrajnij

Il verso è un mezzo.
Il simbolo è un mezzo.
Il poeta stesso è un mezzo.
La decadenza di questo periodo storico è un mezzo.
Per aspera ad astra.

Non serve in poesia parlare di temi sociali, non serve sporcare i versi con le politicate. Non serve la politica stessa.
L’uomo deve solo tornare a quel suo io privo di vincoli, al suo io – natura.
Chi ha occhi per vedere, vedrà e godrà dell’arte.
Chi non ha occhi né orecchie né mani si adagierà sulla politica e sul sociale.
Il mondo non è di questi ultimi ed essi soccomberanno per loro stessa mano.

Giunto è il tempo di smettere di considerare l’arte qualcosa di popolare e si torni a un’arte per pochi, dove chiunque abbia un talento da mettere a frutto trovi posto (e non sono tanti – gli intalentuosi, i privi d’anima sono molti di più ma anch’essi soccomberanno).
La selezione è cominciata da tempo.
Rimarranno in pochi.
Quei pochi sono il mezzo
E attraverso di essi scaturisce luce.

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Gli insegnanti

Posted in Uncategorized on settembre 20, 2013 by serezhakrajnij

Insegnanti di composizione poetica? Non si insegnano i furori estatici della Sibilla.

Marina Ivanovna sarebbe più che sdegnata.

Писàть не надо, а пѝсать совершенно бесполезно

Posted in Uncategorized on maggio 22, 2013 by serezhakrajnij

Il blocco creativo è una delle più grandi puttanate inventate in questo cosmo. Odioso, fastidioso fino al prurito fisico e beffardo, si annida tra i tuoi capelli per portare via ogni possibile idea contenuta nel cervello. E tu bestemmi. Di brutto.

Tuttavia, direte voi, ci sono anche lati positivi: un periodo senza scrivere torna utile per coltivare nuove idee. Ma il bestemmiare rimane sempre e comunque. Perché fa male, allo stomaco, alle parti intime e al cervello stesso non riuscire a tirare fuori tutte le puttanate che potresti mettere su carta. Oppure a farle entrare dentro per trasferirle sulla medesima carta.

Fatto sta che il non riuscire ad esprimere, a sentire le voci nella testa, a rimanere posseduto da qualche divinità del Congo che ti porti ispirazione fa male, talmente male che per soffrire di meno ti infileresti forchette negli occhi e ti asporteresti le unghie.

Voglio scrivere. Pretendo e sottoscrivo in presenza delle mie facoltà mentali (o quasi) di voler scrivere e, per giunta, di voler scrivere roba di qualità. A tutto questo aggiungo – con l’arroganza di chi pensa che dovrebbe fregarvene qualcosa – che ho scordato per l’ennesima volta di comprare la carta igienica.

Ma scrivere non serve e fare la pipì è assolutamente inutile.

Vaffanculo mondo…

Vostro… sempre vostro… eternamente perduto e vostro

Sereža Krajnij

Ricordo di Bella Achmadulina

Posted in Uncategorized on aprile 10, 2013 by serezhakrajnij

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Oggi è mio desiderio ricordare un’altra poetessa, che proprio oggi avrebbe compiuto gli anni.

Il 10 aprile 1937 nasce a Mosca Bella Achtatovna Achmadulina, poetessa e traduttrice.

Già negli anni della scuola comincia a scrivere versi “alla sua maniera”, sfoggiando uno stile elegante ed intenso, coadiuvato dai contrasti tra antico e moderno (unione tra parole antiche e termini colloquiali moderni), da una metrica rigorosa e dalla dinamicità del ritmo.

Oltre ad essere stata autrice di varie raccolte ha preso parte in veste d’attrice in alcuni film del periodo sovietico.

In Italia è stata tradotta dalla brillante Serena Vitale (grandi scrittori vanno tradotti da grandi traduttori, quando leggete tradotto da Serena Vitale potete dare per scontato che la traduzione è davvero ottima).

Iosif Brodskij la definì l’indubbia erede del tratto lermontoviano-pasternakiano nella poesia russa.

Morì nel 2010.

In suo ricordo (e come celebrazione delle sue origini italiane, la madre era italo-russa) è stato istituito il premio “Bella”, cui partecipano giovani poeti dai 18 ai 35 anni.

Vi lascio (sperando di avervi incuriosito) con una poesia di Bella Achmadulina da me tradotta 🙂

Sempre vostro

Sereža Krajnij

Вот девочки – им хочется любви.
Вот мальчики – им хочется в походы.
В апреле изменения погоды
объединяют всех людей с людьми.

О новый месяц, новый государь,
так ищешь ты к себе расположенья,
так ты бываешь щедр на одолженья,
к амнистиям склоняя календарь.

Да, выручишь ты реки из оков,
приблизишь ты любое отдаленье,
безумному даруешь просветленье
и исцелишь недуги стариков.

Лишь мне твоей пощады не дано.
Нет алчности просить тебя об этом.
Ты спрашиваешь – медлю я с ответом
и свет гашу, и в комнате темно.

****

Ecco le giovani, desiderose d’amore.
Ecco i giovani, desiderosi d’escursioni.
In aprile i cambiamenti di tempo
Uniscono le persone.

Oh, nuovo mese, nuovo sire,
Così come cerchi le mie simpatie,
Così sei generoso nel concedere favori,
Piegando il calendario alle amnistie.

Sì, dai ceppi libererai i fiumi,
Colmerai qualunque distanza,
Al folle donerai il lume
E dei vecchi curerai i malanni.

Solo a me la tua pietà è negata.
Non c’è cupidigia nel chiederti questo.
Tu domandi – io esito nel rispondere
Spengo la luce e nella camera si fa buio.

MANIFESTO DEL CANTO PRIVO DI CATENE.

Posted in Uncategorized on marzo 25, 2013 by serezhakrajnij

Cantare senza limiti né remore: questa è libertà.

Spalancare la bocca e far tremare i muri dell’idiozia umana… Squarciare alba, crepuscolo e tempesta… far vibrare qualcosa di ineffabile come l’anima.

Riportare la natura in auge e ricoprire il freddo metallo con una foresta infinita, questa è libertà… e tutto ciò proverrà dalle tue corde vocali, dalla tua anima sfavillante.

Le note e un buon appoggio sono l’unico esercito di cui necessitiamo veramente, distruggendo con essi intere civiltà, creandone di nuove.

Immersi in danze estatiche di memorie precristiane – precedenti persino alla comparsa della prima razza sulla terra – scuoteremo le fondamenta di Cosmo, Destino e Vita. Liberi di cantare ai piedi dell’albero più antico del mondo, tesseremo quadri di paesaggi preterumani e ridaremo forma a miti antichi, a conoscenze obliate.

Il tuo canto è l’unico motore che serve per dare il via ad una nuova creazione.

Libertà infinita… di squarciare le dure carni del vento senza alzare un dito, di cadere nel vuoto senza farsi male né toccare il fondo… tutto questo tramite un gesto così semplice, così elementare, come cantare.

E allora via… abbassare il diaframma e riempire d’aria i polmoni, fino all’estremo fondo… far risuonare la voce in maschera e vibrare l’anima in tutto il suo splendore. Sia ora! Sia questo l’istante della tua liberazione, il tuo librarti in volo verso le vette più alte e siano le note il tuo vascello, il tuo tappeto volante verso le terre inesplorate ove dimora il tuo genio.

L’istinto stesso che portò alla formazione dei ghiacci perenni, isolandoli dal mondo nella loro cristallizzata perfezione, sarà ciò che guiderà la tua voce.

Perché noi saremo, perché noi sapremo di essere puro canto… E non ci sarà catena alcuna che ci potrà fermare…

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Mi mancherai amico inverno. Benvenuta primavera. E intanto qui la neve continua a cadere :=) più bianca che mai

Posted in Uncategorized on marzo 21, 2013 by serezhakrajnij

La neve russa è brillante. Sembra formata da tanti piccoli cristalli che fanno a gara a chi brilla più forte. Ti dona pace e non vuoi che smetta. Anche se fa freddo – ma qui il freddo si sopporta e pure bene – , anche se già a metà mattinata almeno metà della neve si ricoprirà di sporcizia – la famosa grjaz’ russa, ben più che semplice lorduria come già avevo sostenuto altrove -, e te che stai lì come un bimbo felice. Un bimbo che non ha bisogno di giocattoli perché ha la neve. E un amico fedele con cui giocare, il cui nome è Inverno.

Mi mancherai Inverno, davvero.

Vorrei approfittare di queste righe per porgere i miei saluti a colei che ritengo essere stata l’ultima vera voce della poesia italiana. Ciao Alda. Auguri di cuore.

E sappi che per noi sei ancora viva furbetta, non ci scappi mica.

Rimani sempre il fulcro vitale di molti miei flussi ispiratori.

Un saluto, a Te (perché il poeta è uno col divino, quindi il suo nome o qualunque appellativo a Lui rivolto vanno scritti a lettere maiuscole e fiammeggianti di color glicine vivido) e al caro dolce amico Inverno.

Benvenuta Primavera.

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.”

(da “Vuoto d’amore”)

Sempre vostro…

Sereža Krajnij

Tempo di smettere di sognare i polipi (Sui miei primi giorni in Russia e molto altro ancora)

Posted in Uncategorized on marzo 16, 2013 by serezhakrajnij

Era ora che mi accingessi a scrivere qualcosa. Disgraziatamente il tempo passa birichino, frettoloso, e si fotte tutti i giorni in un baleno.

Ed eccomi qui, in diretta dalla mia cameretta russa sita in Nižnij Novgorod, intento ad ascoltare Siouxsie Sioux, Tori Amos, Soap&Skin e molto altro, e ovviamente a scrivervi.

Che dire? La città è meravigliosa, dire che la Russia mi mancava da morire è davvero poco e ho già una mezza (ma anche completa per tre quarti) idea di trasferirmi qui senza pensarci due volte.

Nižnij Novgorod (o semplicemente Nižnij, come i più la chiamano) è una città meravigliosa, grandissima e dove si può trovare qualunque cosa possa il vostro cuore desiderare. Divisa in due parti, una città alta e una bassa diciamo, può ricordare una Bergamo più grande e più industriale, è priva tuttavia sia del caos metropolitano della più nota Mosca, che della paccottiglia pseudo-europea di Pietroburgo (e qui si va a gusti, a me Piter non è mai andata troppo a genio).

Nižnij è diversa, è più russa. Ricorderà a chi non è digiuno di Gogol’ e scrittori russi quelle cittadine russe descritte in molti racconti. Ma soprattutto è pura. Pura come la neve che la circonda che, per quanto a detta di molti sia sporchissima, a me ha comunque lasciato in estasi per il suo candore.

Ora la primavera è arrivata ed è tutto fango (grjaz’, ben più che semplice lorduria, ma vero e proprio patrimonio nazionale) – non vi dico l’incubo di tornare a casa, ogni volta bisogna pulire il pavimento 😀

Appena arrivato mi sono ritrovato in un adorabile appartamento di tre stanze più toilet, bagno e cucina. La mia stanza è piccola ma meravigliosa e così “russa”. E, sorpresa sorpresa, la compagnia felina non mancava e già dalla prima sera abbiamo fatto un piccolo tea party a luce soffusa in cucina. Una meraviglia insomma. E i piccoli felidi (due ospiti, il loro padrone era un altro ragazzo con la casa in ristrutturazione) hanno cominciato a dormire con me sul lettone a due piazze sin dalla prima sera.

Un sogno insomma: tè, gatti, Russia… potevo anche morire dalla felicità.

Se non fosse per quel rompicoglioni di italiano che è venuto con me in viaggio e che con me convive (per fortuna non c’è solo lui, ma anche una gradevolissima ragazza polacca), sarebbe tutto perfetto, davvero.

Per colpa di questo stronzo il ragazzo padrone dei gatti ha dovuto riprenderli con sé. Addio quindi compagnia felina. Sapeste quanto mi mancano 😦

Tralasciamo per il momento il “pedante” italiano che vorrei tanto annegare nel Volga (è qua vicino, sapete) e torniamo alle cose belle.

Il mio lavoro va a gonfie vele. La prima cosa che il mio capo ha detto una volta arrivato è: – qui puoi fare tutto ciò che vuoi, vogliamo valorizzare le tue abilità, ciò che sai fare! – Ciò mi ha reso davvero felice. Mi occupo principalmente di traduzioni in ufficio e stiamo per organizzare un corso di conversazione in lingua inglese e uno di lingua italiana, entrambi con me come insegnante. Non potrebbe davvero andare meglio:)

Tra l’altro le mie capacità linguistiche migliorano un sacco giorno dopo giorno. Sia con l’ascolto che parlando sto facendo passi da gigante. E con la prof. del mio corso analizziamo poesie russe in lingua originale. Cosa potrei chiedere di meglio?

Sono felice. E per la prima volta dopo tanto tempo mi sento come se questo fosse il posto per me, il posto in cui posso davvero realizzare qualcosa di concreto.

Perché la russia per me è davvero casa, e sono convinto che se tornassi in Italia mi sentirei come in terra straniera: incompleto e fuori posto.

Un bacio a tutti dal vostro…

Sereža Krajnij.