Sull’arte dei nostri tempi

Il verso è un mezzo.
Il simbolo è un mezzo.
Il poeta stesso è un mezzo.
La decadenza di questo periodo storico è un mezzo.
Per aspera ad astra.

Non serve in poesia parlare di temi sociali, non serve sporcare i versi con le politicate. Non serve la politica stessa.
L’uomo deve solo tornare a quel suo io privo di vincoli, al suo io – natura.
Chi ha occhi per vedere, vedrà e godrà dell’arte.
Chi non ha occhi né orecchie né mani si adagierà sulla politica e sul sociale.
Il mondo non è di questi ultimi ed essi soccomberanno per loro stessa mano.

Giunto è il tempo di smettere di considerare l’arte qualcosa di popolare e si torni a un’arte per pochi, dove chiunque abbia un talento da mettere a frutto trovi posto (e non sono tanti – gli intalentuosi, i privi d’anima sono molti di più ma anch’essi soccomberanno).
La selezione è cominciata da tempo.
Rimarranno in pochi.
Quei pochi sono il mezzo
E attraverso di essi scaturisce luce.

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