Archivio per aprile, 2013

Ricordo di Bella Achmadulina

Posted in Uncategorized on aprile 10, 2013 by serezhakrajnij

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Oggi è mio desiderio ricordare un’altra poetessa, che proprio oggi avrebbe compiuto gli anni.

Il 10 aprile 1937 nasce a Mosca Bella Achtatovna Achmadulina, poetessa e traduttrice.

Già negli anni della scuola comincia a scrivere versi “alla sua maniera”, sfoggiando uno stile elegante ed intenso, coadiuvato dai contrasti tra antico e moderno (unione tra parole antiche e termini colloquiali moderni), da una metrica rigorosa e dalla dinamicità del ritmo.

Oltre ad essere stata autrice di varie raccolte ha preso parte in veste d’attrice in alcuni film del periodo sovietico.

In Italia è stata tradotta dalla brillante Serena Vitale (grandi scrittori vanno tradotti da grandi traduttori, quando leggete tradotto da Serena Vitale potete dare per scontato che la traduzione è davvero ottima).

Iosif Brodskij la definì l’indubbia erede del tratto lermontoviano-pasternakiano nella poesia russa.

Morì nel 2010.

In suo ricordo (e come celebrazione delle sue origini italiane, la madre era italo-russa) è stato istituito il premio “Bella”, cui partecipano giovani poeti dai 18 ai 35 anni.

Vi lascio (sperando di avervi incuriosito) con una poesia di Bella Achmadulina da me tradotta 🙂

Sempre vostro

Sereža Krajnij

Вот девочки – им хочется любви.
Вот мальчики – им хочется в походы.
В апреле изменения погоды
объединяют всех людей с людьми.

О новый месяц, новый государь,
так ищешь ты к себе расположенья,
так ты бываешь щедр на одолженья,
к амнистиям склоняя календарь.

Да, выручишь ты реки из оков,
приблизишь ты любое отдаленье,
безумному даруешь просветленье
и исцелишь недуги стариков.

Лишь мне твоей пощады не дано.
Нет алчности просить тебя об этом.
Ты спрашиваешь – медлю я с ответом
и свет гашу, и в комнате темно.

****

Ecco le giovani, desiderose d’amore.
Ecco i giovani, desiderosi d’escursioni.
In aprile i cambiamenti di tempo
Uniscono le persone.

Oh, nuovo mese, nuovo sire,
Così come cerchi le mie simpatie,
Così sei generoso nel concedere favori,
Piegando il calendario alle amnistie.

Sì, dai ceppi libererai i fiumi,
Colmerai qualunque distanza,
Al folle donerai il lume
E dei vecchi curerai i malanni.

Solo a me la tua pietà è negata.
Non c’è cupidigia nel chiederti questo.
Tu domandi – io esito nel rispondere
Spengo la luce e nella camera si fa buio.

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