SUI RUDIMENTI DELLA PRONUNCIA IN LINGUA RUSSA E RELATIVI FENOMENI LINGUISTICI

Posted in Uncategorized on marzo 3, 2013 by serezhakrajnij

Gentili lettori,

Perdonate l’attesa abbastanza lunga ma prima di una partenza importante si susseguono sempre svariati impegni. 🙂

Allora, era mio desiderio che uno dei miei primi post riguardasse i rudimenti sulla pronuncia della lingua russa e sono davvero felice di aver realizzato un articolo del genere.

Immagino di dover cominciare per forza di cose con l’alfabeto e la pronuncia di ogni singola lettera. Nella lingua russa molte lettere non si pronunciano in un unico modo ma sono soggette a diversi fenomeni linguistici che andrò in seguito a spiegare.

Avviso che  le prime due lettere sono in maiuscolo stampatello, le altre due in maiuscolo corsivo, seguite dalla traslitterazione ufficiale, dal modo di leggere la singola lettera (come in italiano a, bi, ci, ecc.) e in seguito  dalla pronuncia vera e propria con le eccezioni del caso.

А а А а: A = si legge a; pronuncia come in italiano.

Б б Б б: B = si legge be; pronuncia come in italiano

В в В в: V = si legge ve; pronuncia come in italiano

Г г Г г: G =si legge ghe; pronuncia come una g sempre dura. Unica eccezione nel pronome personale его, e nelle desinenze degli aggettivi -его e –ого si legge v.

Д д Д д: D = si legge de; pronuncia come in italiano.

Е е Е е: E o Je = si legge iè; pronuncia iè, palatalizza la consonante da cui è preceduta ed è soggetta al fenomeno dell’okan’e (spiegazione in seguito).

Ё ё Ё ё: Ё o Jo = si legge iò; pronuncia iò, è sempre accentata. In certi contesti può mutarsi in e. Palatalizza la consonante da cui è preceduta. Spesso viene trascritta dai russi come e senza i puntini.

Ж ж Ж ж: Ž = si legge že; pronuncia come la j francese. La и preceduta da ж si legge sempre ы.

З з З з: Z = si legge ze; pronuncia come una s sonora (come in rosa).

И и И и: I = si legge i; pronuncia come i. Palatalizza la consonante da cui è preceduta.

Й й Й й: J = si legge i kratkoe (ovvero i breve) ed è l’unica semivocale della lingua russa; si pronuncia come una i seguita dal suono –ll della parola francese fille (o come in iato).

К к К к: K = si legge ka; si pronuncia come una c dura.

Л л Л л: L = si legge el; si pronuncia come una l più dura (sbatte contro i denti).

М м М м: M = si legge em; si pronuncia come in italiano.

Н н Н н: N = si legge en; si pronuncia come in italiano.

О о О о: O = si legge o; si pronuncia o se accentata, se atona come una a più o meno aperta a seconda della vicinanza della sillaba accentata.

П п П п: P = si legge pe; si pronuncia come in italiano.

Р р Р р: R = si legge er; si pronuncia come in italiano.

С с С с: S = si legge es; si pronuncia come una s sorda (come in sole o sorda appunto).

Т т Т т: T = si legge te; si pronuncia come in italiano.

У у У у: U = si legge u; si pronuncia come in italiano.

Ф ф Ф ф: F = si legge ef; si pronuncia come in italiano.

Х х Х х: CH = si legge cha; si pronuncia come una c aspirata (esempio nel tedesco Bach).

Ц ц Ц ц: C = si legge ce; si pronuncia come una z sorda (come in tazza).

Ч ч Ч ч: Č = si legge Če; si pronuncia come una c dolce (come in ciondolo). Nelle parole что e конечно la č si legge š.

Ш ш Ш ш: Š = si legge Ša; si pronuncia come il suono sh o sc seguito da i o e (come in sciarada o scemenza). La и preceduta da ш si legge sempre ы.

Щ щ Щ щ: ŠČ = si legge Šča; si pronuncia come le lettera precedente ma più marcata, più palatalizzata.

Ъ ъ Ъ ъ: – = il segno duro (in russo tvërdyj znak); è abbastanza inutile, indica che la consonante precedente non è palatalizzata. Non ha una pronuncia vera e propria.

Ы ы Ы ы: Y = questa è la lettera più difficile da pronunciare a mio avviso per gli italiani e al tempo stesso è difficile far capire come si deve pronunciare. Alcuni vi diranno di pronunciare ui (ORRORE), dissento pienamente. E’ una i gutturale. Non è soggetta a palatalizzazione.

Ь ь Ь ь: ‘ = segno molle (in russo mjagkij znak); è il suono che palatalizza (ovvero che rende molle, ma ne parlerò più diffusamente sotto) la consonante da cui è preceduta.

Э э Э э: E = si legge e; si pronuncia come in italiano. Non palatalizza.

Ю ю Ю ю: Ju = si legge iù; si pronuncia iù e palatalizza la consonante da cui è preceduta.

Я я Я я: Ja = si legge ià; si pronuncia ià e palatalizza la consonante da cui è preceduta.

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SULLE CONSONANTI

Le consonanti russe si dividono tra sonore e sorde. Per ogni consonante sonora esiste una sorda corrispondente. Esistono poi delle consonanti sempre sonore e altre sempre sorde.

Illustro di seguito le coppie di corrispondenza

CONSONANTI SONORE: б  в  г  д  ж  з

CONSONANTI SORDE:    п  ф  к  т  ш  с

Una lettera sonora si leggerà come la sorda corrispondente quando seguita da un’altra consonante sorda.

Esempio: завтра (zavtra, trad. domani). V – sonora, è seguita da T – sorda, di conseguenza la v si leggerà f, quindi zaftra.

Viceversa, abbiamo il medesimo fenomeno quando una lettera sorda è seguita da un’altra consonante sonora.

Esempio: вокзал (vokzal, trad. stazione dei treni). K – sorda, è seguita da Z – sonora, pertanto si leggerà g, quindi vagzàl.

Una lettera sonora a fine di parola si pronuncia come la corrispondente sorda. Ciò vale solo per le sonore.

Esempio:  сад (sad, trad: giardino) si legge sat.

Con le sempre sonore e sempre sorde tali regole non valgono.

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SUI FENOMENI DI PALATALIZZAZIONE E IOTIZZAZIONE

Si intende per palatalizzazione il processo per cui una consonante viene pronunciata tendendo la lingua verso il palato (rendendola quindi più morbida). In italiano abbiamo due suoni palatalizzati: gl e gn.

In russo esistono cinque vocali che palatalizzano: я, е, ё, и, ю. Qualunque consonante che preceda queste vocali viene pronunciata palatalizzata.

Esempio: Нет (njet, il famigerato no russo) – la je passa la sua mollezza alla n, trasformandosi nella sua corrispondente forte Э (e). Abbiamo quindi n’et.

Altro esempio: Люди (ljudi, trad. persone) – la ju passa la sua mollezza alla l e la ju diventa u, si leggerà quindi l’u. Esattamente lo stesso avverrà con la i, che passa la sua mollezza alla d. Si leggerà quindi d’i.

Oltre alle suddette cinque vocali la palatalizzazione avviene con il segno molle ь, che si ritrova spesso nelle desinenze all’infinito della maggioranza dei verbi.

Si intende per iotizzazione l’unione di due suoni (l’antico jod con un’altra vocale) e si ritrova nelle lettere che, come abbiamo già visto  palatalizzano,: я, е, ё, и, ю ovvero ja, je, jo, ii, ju. Ritroviamo tale fenomeno in tre casi:

1-      Quando a inizio di parola troviamo я, е, ё, ю. Esempio: Юг (jug, trad. sud).

2-      Quando я, е, ё, ю sono precedute dal segno molle. Esempio: друзья (druz’ja, trad. amici).

3-      Quando я, е, ё, ю sono precedute da vocale. Esempio: моё (mojo, trad. mio al neutro).

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AKAN’E

L’akan’e  è un fenomeno di riduzione che si applica a certe vocali. Come anticipato prima determinate lettere si leggono diversamente rispetto a come sono scritte.

L’esempio più noto nella lingua russa è quello della o, che notoriamente si legge quando atona come una a, più o meno aperta a seconda della vicinanza della lettera in questione alla sillaba accentata.

Esempio: chorošo (trad. bene, buono), questa parola si legge charašò – la prima o si leggerà come una a più chiusa, la seconda più aperta. Più la o in questione è lontana dalla sillaba accentata più si pronuncerà come una a chiusa.

In certe regioni del nord della Russia non avviene il fenomeno dell’akan’e, ma se come me siete di scuola moscovita la o atona si legge rigorosamente a.

Il medesimo fenomeno si riscontra anche con altre vocali, come la e, la я e la a, che quando atone e distanti dalla sillaba accentata suonano come una i, ma ciò prende il nome di ekan’e e ikan’e.

Esempi: январь (janvàr’, trad. gennaio) si leggerà invàr’;

переехать (pereekhat’, trad. traslocare, attraversare, spostarsi da un posto a un altro) si leggerà pirijechat’.

Ok, direi che per il momento è tutto.  In ultimo potrei aggiungere che l’accento in lingua russa è mobile e che quindi la pronuncia può lievemente cambiare nel corso delle declinazioni (perché sì, dimenticavo, in russo ci sono sei casi di declinazione). Il resto lo si vedrà nei prossimi post 🙂

Grazie per l’attenzione e alla prossima,

Vostro Serёža Krajnij.

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C’è un nuovo blogger in città (e a noi che ce ne frega?)!

Posted in Uncategorized on febbraio 21, 2013 by serezhakrajnij

Esordiamo in grande stile! Dopo aver tirato giù madonne a non finire wordpress ha deciso di funzionare!

È quindi con gioia, gaudio e tripudio che inauguro il “mio” blog con questo primo post di pura goliardia.

Vi rimando alla biografia per sapere qualcosa di me (delfini curiosi che non siete altro). Parlo a voi miei futuri lettori (probabilmente sto parlando al nulla in questo momento, l’ho sempre considerato il più interessante tra i troppi interlocutori della mia vita), a quei due gatti contati che forse non riusciranno nemmeno a seguirmi con continuità. Ma fa nulla, vi vorrò bene lo stesso.

Il blog tratta di un po’ tutto quello che è il mio mondo, ovvero in primis poesia e Russia. Russia che tra poco sarà la mia nuova casetta per un bel po’, dal momento che passerò nove mesetti nella città di Nižnij Novgorod a lavorare come volontario pagato (sì lo so, è solo una delle tante mie contraddizioni che vi toccherà leggere).

Vi terrò ovviamente partecipi dei risvolti del viaggio, degna ricompensa dopo un lungo percorso di torture cui mi ha sottoposto il consolato russo (prima piccola lezione di russo: adesso capisco perché la strachovka, ovverosia l’assicurazione si chiama così – perché hai paura – in russo strach – che non te la accettino al consolato).

Non voglio tediarvi troppo già in partenza, mi appresto quindi a chiudere. Sappiate che vi aspettano (ahivoi) mie poesie, recensioni, traduzioni, insulsaggini, articoli e quant’altro la mia mente insana produca. Non penso serva aggiungere che amo molto prendermi per le ciapètt e affrontare la vita con ironia :D.

Detto questo, a presto risentirci…

Vostro Sereža Krajnij.